OTTOBRE 2017

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Il ritorno ad Addis Abeba:

Grazie alla situazione politica che si è normalizzata (nel 2016 l’Etiopia è stata sull’orlo della guerra civile)  abbiamo potuto riprendere la nostra attività.

 

La salute per tutti

 

Abbiamo organizzato alcune visite mediche per la nostra comunità grazie alla disponibilità a titolo gratuito dell’amica,  dottoressa Meretech. In entrambi i casi abbiamo inviato (o portato) dall’Italia molti farmaci che, a detta di tutti, sono più efficaci dei loro. L’ultimo invio è stato finanziato dal Rotary Lago Maggiore.

Continuiamo a fornire alle nostre donne sieropositive (che tra alti e bassi se la cavano) medicine e flaconi di olio di fegato di merluzzo che, a detta di tutte, è un vero toccasana.

Abbiamo avuto un paio di casi di meningite gravissimi: il ragazzo di 16 anni sta ora benone mentre il bimbo di 1 anno purtroppo è morto. Vogliamo qui ricordare anche Meseret, 17 anni, morta di leucemia alla quale  abbiamo dato una speranza fino alla fine, acquistandole i farmaci chemioterapici.  La salute in Etiopia è un lusso per pochi. Tutto è a pagamento.

 

 

L’aiuto a 2 scuole nella periferia di Addis Abeba

 

Abbiamo fornito a 2 scuole ai margini della città, l’elettricità, penne e quaderni, una rete per giocare a pallone. Non avevano nulla.

 

I corsi di formazione e l’avvio di piccole imprese

 

Molte delle nostre donne sono analfabete e sieropositive. Impossibile proporre loro corsi di formazione dove viene richiesto il certificato medico e un minimo di istruzione di base. Alcune di loro ci chiedono un frigorifero o uno strumento per preparare il piatto nazionale, l’injera, oppure chiedono un capitale iniziale per poter vendere i loro prodotti in minuscoli spazi sulla strada. Le più brave hanno già ottenuto contratti nei numerosi ristoranti della zona.

Ben 30 donne (e un giovane ragazzo) hanno potuto così iniziare nel 2017 a lavorare, anche grazie alla donazione che ci ha fatto la società Assiteca.

 

 

I nostri impegni per il 2018

 

Il progetto nuovo e più importante per noi sarà l’apertura presso la scuola di Laura Musso di 2 corsi serali aperti alle donne analfabete. Faremo un test quest’anno per verificarne interesse e partecipazione e, se le cose andranno bene, pensiamo di aprire alcune aule serali per l’alfabetizzazione informatica.

Garantiremo anche nel 2018 la cura della salute tramite l’acquisto di medicine ed eventuali visite mediche per problemi gravi.

 

Mariella, novembre 2017

Addis Abeba... quante difficoltà


Rientrata nella mia oasi, da cui riparto ogni volta, carica e serena, anche solo per andare a Milano. Addis Abeba (9 volte in 8 anni) e' dentro di me, sempre, ma....
Non mi mancheranno:
- l'acqua corrente e la luce elettrica che se ne vanno improvvisamente quando ne avresti bisogno;
- quel sentirmi sempre impolverata e con la respirazione affaticata dai fumi di scarico e dai 2500 metri di altezza della capitale;
- quel sentirmi precaria quando faccio le gimcane tra il marciapiede e la strada con buche giganti, e rigagnoli di fogna, e la sporcizia e la gente che traffica con le merci o che guarda gli altri trafficare senza fare assolutamente nulla;
- quelle ore da cardio-palma nel traffico spaventoso e scoordinato con poche rotonde e semafori e la paura degli incidenti anche per via delle persone che, protette credo da Dio, camminano incaute tra le auto e i mezzi pesanti;
- l'igiene precaria e la confusione dappertutto tipica delle città africane;
- gli sguardi fissi sui miei capelli biondi;
- le preghiere 24 ore su 24 nelle chiese ortodosse nel fine settimana veicolate dagli altoparlanti (tappi obbligatori).

 

Ma... mi mancheranno da morire:
- I sorrisi penetranti di queste donne, eredi della bellezza della Regina di Saba, nonostante la vita abbia loro tolto tutto;
- quegli occhi che ti dicono grazie per averli aiutati a tracciare una strada diversa nel loro futuro;
- La solidarietà tra poverissimi nei cortili delle bidonville;
- l'allegria nonostante tutto;
- I colori magnifici dei loro vestiti fatti spesso di stracci;
- la meraviglia negli occhi dei bambini i più belli del pianeta.
- il loro cibo che a me piace molto
Gli etiopi oggi vivono in un paese poco democratico ma tra i pochi in Africa in via di sviluppo, grazie soprattutto agli investimenti dei cinesi (Sob!) La crescita e' quasi a 2 cifre.
Ma i poveri sono in crescita nonostante il governo voglia nasconderli espropriando terreni e bidonville per costruire palazzi, confinando i poveri in periferia così nessuno li vede;
Gli etiopi sono belli e tenaci ma hanno ancora molto da imparare per crescere, tra cui i ritmi di lavoro soprattutto maschili. 1 lavora e altri 6 lo guardano lavorare forse intontiti dal chat, una droga diffusa nei negozi e legale con la quale si bruciano il cervello;
Cosa potremmo imparare noi da questo popolo fiero e così vicino a noi per tradizione (gli italiani hanno tentato 2 volte di conquistare la mitica Abissinia) e tracce della nostra storia comune (spesso tragica) ci sono dappertutto?
Possiamo imparare a essere meno incattiviti, più aperti alla diversità, a uscire dal nostro microcosmo dove tutto ruota intorno al nostro benessere personale. Perché noi a grandi linee abbiamo tutto, ricordiamocelo. Ma questo mondo (l'Africa) che ha poco o nulla (e che è molto più grande del nostro) potrebbe sommergerci e lo stiamo già vedendo.
I disagi che ho avuto sono già spariti, tutto il resto
rimane.
 

Abbiamo avviato 30 nuovi progetti per formare e dare un lavoro a 30 donne disperate, ex prostitute, qualche analfabeta, molte sieropositive.
In tutto ne abbiamo formate 200 in questi anni. Donne ormai indipendenti e felici. Che bello!

 

Natale si avvicina. Pensate anche a noi:
Dona qui: anche con Paypal e' più facile.

 

 

Mariella, ottobre 2017

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