FEBBRAIO 2010

I DATI DI FATTO 
Sono ormai quaranta le famiglie che seguiamo per un totale di circa ottanta persone tra bambini, ragazze madri, qualche padre malato che non può lavorare, familiari a carico. Solo sette progetti sono già stati chiusi, altri termineranno quest’anno e potremo accogliere nuove famiglie. I casi ci vengono segnalati dalla questura di zona, la Kebelle. Da settembre 2009 abbiamo accolto una ventina di nuovi nuclei familiari e messo a punto per loro progetti ad hoc. Quasi tutte le nostre famiglie vivono ad Addis Abeba, vicino alla scuola italiana e a molte storiche organizzazioni umanitarie.  

LE CASE DELLE FAMIGLIE: I PROGRESSI
Le case dove vivono le famiglie povere di Addis Abeba sono quasi tutte minuscole: un letto, tanti sacchetti di plastica che contengono le loro cose, e poco altro. Sono fatte di fango, lamiera, qualche volta di mattoni, senza luce né aria, se non quella della porta d’ingresso. Quando piove vi entra di tutto, oltre agli scoli: pulci, scarafaggi, topi, e quant'altro. C’è molta differenza tra le case delle famiglie che seguiamo da tempo e quelle appena accolte nel progetto. Le prime sono più pulite e all'ora di pranzo c'è il profumo di cibo e caffè. In alcune di queste case abbiamo effettuato piccole opere di restauro. Ora le famiglie sono più fiduciose e contano sul nostro aiuto e sui nostri progetti. 

I RAGAZZI PIU' GRANDI E I NUOVI BAMBINI
Stanno crescendo bene i ragazzi più grandi che seguiamo dall’inizio. Nigatu e Zewdi sono educati e sempre sorridenti.  Selamawit, 19 anni, inizierà a breve il corso di cameriera perché vuole lavorare al più presto. Little Selam, 17 anni e sua sorella Busayo sono bravissime negli studi: la seconda va all’università con una borsa di studio e noi la aiutiamo con qualche extra. I bambini nuovi sono tutti bellissimi e sembrano allegri, soprattutto visti all’asilo, in una dimensione di gioco e di scoperta quotidiana. Uno di questi è Jossi, meno di 2 anni, orfano, trovato in una casa dopo la morte della madre e accolto nell’asilo di Laura: al momento è affidato a una delle insegnanti che ha già figli grandi.  
LA VERA RISORSA SONO LE MADRI E LA LORO INDIPENDENZA

Sono le madri il futuro delle loro (e nostre) famiglie. Molte sono ragazze madri come Genet, Tsega, Ruth, con storie terribili alle spalle: abusi, gravidanze a 13 anni o sogni spezzati. Due anni fa abbiamo iniziato a finanziare corsi professionali per le madri. Otto corsi sono già finiti: cinque per le cuoche, due per le  parrucchiere, uno per la tessitura. Per alcune abbiamo già acquistato kit ad hoc (forni, macchine per cucire, caschi e strumenti per parrucchieri) per fare in modo che possano lavorare da subito. Alcune sono già indipendenti e fiere, come Genet che fa la parrucchiera ed è molto contenta piuttosto che la madre di Dawit che ha chiesto un finanziamento per mettere una sua bancarella di merce sulla strada. E’ felice perché oggi mantiene la sua famiglia.  Noi crediamo che lo sviluppo e la dignità di una famiglia passi dal lavoro, come per noi d'altronde.  Se le madri prendono un diploma professionale, possono poi lavorare, essere indipendenti, accrescere la stima di sé stesse. Ce lo ha confermato Tsega, una giovane ragazza madre che sa un po' di inglese: "Vi ringrazio moltissimo, farò di tutto per avere buoni voti al mio corso di cameriera. Vorrei trovare un buon lavoro perché non voglio essere un parassita".  

OBIETTIVI 2010 E OLTRE 
Non crediamo nell’assistenzialismo (anche se diamo del denaro a qualche piccola associazione ogni volta che succede qualche catastrofe nel mondo). 

Noi vogliamo credere nell'uomo e nella donna che si mettono in moto e che hanno la forza di riscattare la propria vita anche se sono nati nella miseria e dalla violenza.

Visti i buoni risultati raggiunti ci concentreremo su:
il supporto scolastico dove possibile fino alla decima classe (poi se i ragazzi sono meritevoli possono andare al college e con una borsa di studio all'università); se non hanno interesse o attitudine verso le studio andranno alla scuola professionale per imparare un mestiere;

l'assistenza sanitaria gratuita e garantita dalla generosità dalla straordinaria dottoressa Meretech.
 

Ma punteremo soprattutto su:
i corsi professionali per le madri così nel giro di un anno e poco più potranno prendere un diploma e lavorare come parrucchiere, cuoche, cameriere, sarte. Quando inizieranno a guadagnare saranno indipendenti e "usciranno” dal nostro progetto.

LA NOSTRA FORTUNA
Teniamo sempre a mente questo dato: facciamo parte di una piccola percentuale di privilegiati (10% circa) nel mondo che vive con l'85% della ricchezza totale del pianeta (Ricerca Onu)

Non possiamo combattere la miseria che affligge miliardi di persone nel mondo; ma conoscendo le storie dei singoli possiamo metterci in moto più facilmente.

 

Mariella, 8 marzo 2010

La mia prima volta
in Etiopia

PER SAPERNE DI PIU':
 

POST DEL VIAGGIO
 

(il resoconto del viaggio raccontato

da Mariella Governo)

 

 

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